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Sant'Omero

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A lungo feudo normanno e poi dei signori d'Acquaviva, il borgo conserva il classico impianto medievale, come testimoniano le tracce delle mura che, nel 1400, circondavano il paese.

Ma "fiore all'occhiello" di Sant'Omero Ŕ senz'altro la splendida Chiesa preromanica di Santa Maria a Vico. Sorta sui resti di un antico tempio dedicato ad Ercole, Ŕ una delle Chiese pi¨ antiche d'Abruzzo e una delle poche anteriori all'anno Mille, giunta a noi quasi completa.

Molto suggestivo anche il centro storico, dove spiccano il Torrione medievale e la Chiesa della Misericordia, oggi detta Marchesale. Fu eretta nel '300 in occasione di una tremenda pestilenza e ricostruita nel XVII secolo per volontÓ del Marchese e Abate Don Alvaro Mendoza y Alaršon.

Le colline che costeggiano Sant'Omero sono ricche di testimonianze della vita rurale abruzzese, dalle pinciaie, case in terra cruda molto diffuse in tutta l'area vibratiana, alle caratteristiche "grotte dei Saraceni", cisterne di epoca romana utilizzate fino a pochi decenni fa per la raccolta di acqua.

Meritano una visita, infine, le piccole frazioni nei dintorni. Ad iniziare da Poggio Morello, dove nell'XI secolo ebbe sede l'importante monastero benedettino di San Lorenzo a Salino. 

Villa Ricci si segnala invece per la presenza di due mulini idraulici risalenti al XVI secolo, quando il paese costituiva il principale centro economico dell'intero territorio circostante. Ed infine Garrufo, originariamente Castrum Rufi dal nome del nobile romano (Lucio Tario Rufi) che lo abit˛. Qui sono stati ritrovati i resti di un acquedotto romano e di una Statua acefala, riportata da Corinto nel 146 a.C. e donata alla cittÓ di Palma che sorgeva tra le colline di Sant'Omero e Tortoreto

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